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Resoconto viaggio 2004-2005

Viaggi > Tunisia

“Catorci nel Deserto 2004-2005”
Prologo

Questa breve ed intensa vacanza tunisina alla ricerca delle bellezze naturali dell'ERG, ha avuto inizio il 24 Dicembre, data dell'imbarco a Genova per Tunisi.3 “inglesi” ed un infiltrato:
io, Carlo, col ma famiglia, Fabiola, Erica (11 anni), Irene (6 anni) e la canessa Kira ed il 110 “Granpasso”,
Igor (teodorico), Daniela e Katia (2 anni) con il DiscoveryTDI 300 “Teodorico”,
Fabio (boxer) e Lucia con il loro DiscoveryTDI 200 “Arturo”,
Franco (frank rainbow l'infiltrato) e Martine su Pajero 3200 “Catorcio”
prime 4 auto partite il 24, si sono aggiunti altripartiti il 27:
il Nissan Terrano “Catorcio II” di Licio e Fabrizia,
il Toyota boh? LZH o LHZ (???) “Noname” di Gino e Silvana
l'Iveco4x4 camperizzato “” di Flavio e Sara.

Eravamo quindimacchine + 3 catorci + l'Iveco4x4 cheé durato davvero poco.


: Torino-Genova, sbarco a Tunisi

Inizio classico. Sulla tangenziale, durante il check mentale di verifica del materiale, mi accorgo di aver dimenticato (tra le altre cose) il cibo di Kira. Rimediamo uscendo e cercando un supermercato. Poi la piacevole sorpresa di un imbarco “civile” rispetto all'arrembaggio ed alla totale disorganizzazione dello scorso anno. traghetto altra sorpresina: mia figlia Erica, la più grande, stava male. Febbre a 40 con vomito. E cosí é stato per i primi 4 giorni. Fortunatamente la prima parte del viaggio si svolgeva in zone "civilizzate" (chott-Douz), quindi io e la famiglia ci... accampavamo in albergo mentre gli altri usavano le comode e calde tende. Poi la piccola é guarita ed abbiamo potuto proseguire.
Tunisi ci ha nuovamente accolto con il maltempo e pioggia. I successivi quattro giorni sono stati caratterizzati da tempo variabile e temperature basse, con massime +7 gradi e vento gelido. Poi gradualmente il tempo é volto al bello, le temperature massime sono migliorate, le minime... peggiorate!

giorno. Partenza da Hammameth, arrivo a Gafsa.

Prima tappa significativa Sbeitla, con visita alle rovine romane. Ne vale la pena, almeno per sentito dire, dato che io son dovuto restare in auto con la piccola malata. La giornata era gelida per il forte vento.alla volta di Gafsa dove mi ritrovo una gomma posteriore forata da una vite parker.albergo per la mia famiglia mentre gli altri fanno campo appena fuori dal paese.

giorno: Gafsa-Pista Rommel-Tamerza-Nefta

Mentre aspettiamo di ricongiungerci con i nomadi campeggiatori, faccio riparare la gomma forata da un gommista che attenta all'incolumitá di GranPasso sollevandolo in modo precario. Poi mi rimonta a caso il copertone nonostante le mie raccomandazioni sull'equilibratura, infine cerca di rimontarmi la ruota che non entra piú perché il cric non sollevava abbastanza forzando i bulloni con la ruota inclinata. Lo blocco, tiro fuori il mio cric, e mi aggiusto io. Sospetto che il gommista sia un sabotatore al soldo di Infiltrato...gli altri che hanno passato la notte fuori e ripartiamo.su piste sterrate nei pressi di Moulares perdendoci diverse volte alla ricerca di piste che pare siano solo esistite sulle mappe Fugawi. Poi a Redeyef imbocchiamo la pista di Rommel che attraversa la catena montuosa di Tamerza (da Redeyef a Chebika). Il percorso é panoramicamente appagante, la pista parzialmente asfaltata o lastricata in cemento. Si incontra una grotta ex cava di fosfati dove si possono ammirare strati di conchiglie fossili incastonate nella roccia. Bancarella di minerali raccolti, gestita da Tunisini molto gentili e disponibili che ci mostrano anche un'acquila legata ad un paletto (poveretta).pista scende nella pianura del Chot El Jerid dove pascolano dromedariesse (?) con i piccoli e termina nei pessi di Chebika. Visita rapida a Tamerza e dell'antico villaggio abbandonato che giá conoscevamo.su Nefta dove dormiamo ancora in albergo mentre gli altri si accampano. Avranno una notte freddissima: -4 gradi, con la prima grande brinata sulle dune vicino a Lariguette.

giorno: Nefta-attraversamento Chot El Jerid-Sabria-Douz.

Attraversiamo il Chot su pista: breve puntata troppo ad ovest, ci accorgiamo che il fango rende impraticabile la zona delle saline: il terreno diventa sempre piú pesante e colloso e si rischia l'impatanamento. Deviamo quindi a sud lungo la pista “ufficiale” o meglio una delle innumerevoli piste. Il fondo della pista é duro e compatto, nessun problema. Da lontano il chot pare piú piatto di quanto non sia in effetti.sull'asfalto prima di Sabria e proseguiamo verso Douz dove faremo tappa per prendere i permessi per il sud, fare rifornimento e ritriovarci con il secondo gruppo di catorci appena arrivato con la nave del 27. albergo coatto per la mia famiglia: Erica non ha piú febbre. Gli altri campeggiano nei pressi di Sabria, fuori dal forte-campeggio perché il guardiano fa' difficoltá. Strano, l'anno passato era stato gentilissimo... Notte ventosa a Sabria, freddissima a Douz: dune brinate al mattino.

giorno: Ricongiungimento gruppi, Douz-Ksar Ghilane (direttissima)

Dopo esserci ritrovati con il secondo gruppo, facciamo rifornimento riempiendo anche le taniche ed i serbatoi aggiuntivi: a Ksar Ghilane il gasolio viene dato a taniche, quindi preferiamo riempire tutto al distributore di Douz. Si parte nel pomeriggio sulla direttissima per Ksar Ghilane. Il percorso é una pista parzialmene coperta da dunette basse ed un cordone basso da superare.strada l'Iveco si ferma con il radiatore in ebollizione. Giunto viscoso libero, lo blocchiamo con delle parker per proseguire. Ci fermiamo a far campo prima del cordone di dune nei pressi del café. Primo campo con tutti presenti. Notte abbastamza “mite”. a risentirmi in Tunisia: la “spezia del deserto” che condisce tutto scricchiolando tra i denti, il freddo il fuoco serale, i colori della sabbia.

giorno: Ksar Ghilane-bivio per Bir Aouine

mattino primo piccolo problema al Toyota di Gino, la batteria scarica!! Interviene Franco, l'Infiltrato, che ha la batteria più potente e qui si guadagna la battuta che lo accompagnerà per parte del viaggio “no Franco no party”. Ripartiamo, passiamo il cordone dopo un po'di incertezze e discussioni sulla direzione. La Direttissima diventa un pó... “Stortignaccola” ma siamo solo all'inizio, dobbiamo ancora dare il meglio di noi come “navigatori della domenica”... E pensare che abbiamo un sacco di GPS in macchina... le dune, l'Iveco si schianta su una serie di piccoli dossi. Rottura attacco ammortizzatore anteriore. Sospettiamo che ci sia la concausa di gomme 9.00 montate all'ultimo al posto delle 7.50 di serie: toccavano, si vedeva... Col dosso probabilmente la ruota sinistra ha urtato sul parafango inducendo una torsione in avanti al supporto ammortizzatore che ha ceduto. Il mezzo ha barre di torsione e senza ammortizzatore non sta su. Nientre da fare, bisogna abbandonarlo.
Carichiamo Flavio e Sara sui Land e li portiamo a Ksar Ghilane: pranzo +- Iveco (...). Douz verranno a riprenderlo con un Unimog, ma la sua avventura non finirá qui.
Si riparte poi verso El Bohrma via pipeline senza Flavio e Sara. nei pressi di collinette rocciose al lato della pipeline prima del bivio per Bir Aouine.

giorno: Bivio Bir Aouine-El Bhorma-inizio dune verso Borj El Khadra

Deviando dalla pipeline verso El Bhorma, si valicano su una pista molto ben tenuta i grandi cordoni di dune che precedono il terminal pertrolifero. Paesaggio fantastico, muraglioni di dune ripidi le cui ombre disegnano paesaggi sempre diversi. Un vero spettacolo.qualche camion e fuoristrada di “locali” ed anche alcuni “spazzaneve” che tengono livellata la pista, che in confronto alla pipeline sembra un'autostrada da quanto é ben tenuta.El Bohrmaverso ora di pranzo. Gli uomini di El Bhorma sono molto cordiali ed accoglienti e vi si trova tutto: gasolio, ristorante, meccanico ed anche stanze per dormire, se necessario.riforniamo: noi di cibo (facendo un buon pranzo nel ristorante anticipando il cenone di capodanno), le macchine di gasolio presso il distributore. faremo rotta verso la punta all'estremo sud della Tunisia via dune. Ci aspetta un percorso di 165 km di sabbia. usciti dall'area industriale, scena fantozziana. Mi pianto in una zona di sabbia molto molle che scavalca la pista per scantonare un pick-up francese insabbiato. Chi me segue cerca di aggirare anche me e si insabbia a sua volta. Fabio con Arturo passa al largo e cerca di tirar fuori me con la strop ma si insabbia anche lui. a sgonfiare le gomme rassegnato: sono ancora a pressione da asfalto e con il carico che ho... Inizio a liberare il 110 con pala e piastre mentre Fabio si libera abbastanza facilmente. Arriva un Hummer dell'esercito Tunisino: ci passa a fianco come un enorme libellulone, si posiziona davanti al Terrano di Licio e lo stroppa come niente fosse. torna e chiede a me se voglio “una cima di salvezza”. La rifiuto senza esitazioni: un 110 non puó farsi stroppare da uno stupido Hummer! Tanto piú che ho giá messo le piastre ed esco subito. Anche i francesi si sono liberati. Che figura! Ripartiamo facendo finta di niente.rifaccio su una lunga rampa in salita coperta da sabbia molle: dove gli altri si sono arenati io passo sparato in quarta ridotta divertendomi un sacco. Anche Infiltrato torna indietro e mi emula dimostrando a se stesso che anche un catorcio se ben preparato puó dire la sua. Complimenti a Franco: col Pajero 3200 da 165 cv, cambio automatico, lift e gomme BFG TA 265, riesce a cavarsela mica male. Sempre considerando che da un catorcio non puó certo sbocciare un gran fiore, s'intende! in cima prendo pala e piastre e raggiungo gli altri: si sono intoppati il terrano in basso ed il Toyota a metá. I due Discovery sono ridiscesi senza bloccarsi e passeranno poi bene affrontando la rampa in altro modo. Si scava per un bel po': i due occhi a mandorla si sono impiantati mica male, il Toyota si é infilato in un tratto con pendenza laterale in salita ed é poggiato su tutto il fondo. Ma pale, piastre e buona volontá riparano tutto. l'ostacolo ci accampiamo e passiamo la notte di capodanno. Nel deserto la mezzanotte anticipa sempre: arriva alle 21~21.30. Dopo tutti a nanna. Ma non prima della “stroppata” della bottiglia e dei datteri mangiati davanti al fuoco. Facciamo anche brillare qualche piccolo fuoco d'artificio che avevo portato per le mie bimbe.

giorno: Deviazione Tiaret :<((

Viaggiamo bene per qualche ora, poi iniziano i problemi col Nissan di Licio che perde potenza e marcia con molta fatica piantandosi in continuazione. Cambio del debimetro, sembra andar bene e proseguiamo. Ancora problemi col Terrano, questa volta al portapacchi: a momenti lo perde per strada. Lo rimettiamo in sede, lo scarichiamo delle taniche che trasporta e ripartiamo.piantata ma si viaggia bene.
Passiamo accanto ai punti caratteristici della “pista” che ora ha lasciato spazio al deserto di sabbia: le vasche d'acqua termale, dove i più impavidi fanno un bel bagnetto, ed il relitto di un camion. molto molto belli: dune alte ma ampi valloni e qualche scavalcamento nei punti meno alti. Paesaggi bellissimi, difficoltá non grosse, ma occhio alla navigazione non sempre intuitiva: circa 165 km di dune non vanno sottovalutati, ed i waypoints GPS non possono che dare un'idea di massima del percorso che va studiato e reinventato.questa zona si marcia comunque abbastanza spediti: spesso si viaggia a 70 km/h con marce lunghe e senza blocchi sulle lunghe dune e nei valloni. Bello come sciare: si evita qualche cespuglietto e pochi ostacoli. Ogni auto traccia il suo percorso rincorrendo le dune. Proprio come scendere un pendio immaccolato in neve fresca.Una goduria, ci si sente felice come ragazzini.
L'incanto viene peró minato da ulteriori grane del Terrano: non ne vuol piú sapere neppure col debimetro nuovo... Dopo altri controlli e la sostituzione del filtro aria, decidiamo a malincuore che é il caso di deviare per Tiaret: 70 km di dune per arrivarci, ma sempre meno che proseguire lungo il confine algerino come da copione. percorso per Tiaret si rivelerá peró abbastanza complesso per una macchina in avaria: piastre, strop, spinte, calci e tante bestemmie, ma ne veniamo fuori. passaggio in particolare ci mette in difficoltá perché il waypont é irraggiungibile e non capiamo bene da che parte passare. Vari tentativi in un labirinto di dunette basse, poi riusciamo ad uscirne e facciamo campo perché siamo comunque nella direzione sbagliata. gelida: -4.7 gradi!

giorno: Tiaret-Borij El Khadra

Al mattino ancora dune brinate. Uno spettacolo indimenticabile: camminando tra le dune biancheggianti si staccano fogli sottilissimi di sabbia gelata che scivola e si sgretola. I cristalli scintillano illuminati dai primi raggi si sole.la poesia il fiscio sinistro della pompa gasolio di Granpasso: filtro gasolio mezzo congelato, ma appena si riscalda un pó smette. Brutto a sentirsi ma nessuna conseguenza. la navigazione e troviamo subito il passaggio, anche se non banale per un catorcio in avaria... Per tirar fuori il Terrano dalle dune ci dovremo esercitare in tutte le arti note ed anche in quelle arcane: tutti a studiare il percorso a minor pendenza e fondo non troppo cedevole, pale per spianare i passaggi, piastre per disinsabbiare, strop e spinte. In un breve salitone con GranPasso attacco la strop e aiuto il Terrano a risalire, ma per riuscire a passargli avanti per agganciarlo mi pianto per la seconda volta su un pianoro di sabbia molto molle.
Alla fine raggiungiamo la pipeline con un gran sospiro di sollievo. Peccato aver dovuto rinunciare: era bellissimo, ma proseguire cosí sembrava pericoloso. sulla pista, in breve giungiamo a Tiaret. Lí si puó far rifornimento ma decidiamo che non ci serve e proseguiamo verso Bordij El Khadra anche col Terrano, via pipeline.pista é faticosa e devastante per le macchine e per chi non ha preso il caffé dopo pranzo, ma proseguimo senza altri guai.Terrano regge anche se fatica a raggiungere gli 80km/h in piano e supera i tratti sabbiosi della pipeline con difficoltá dovendo ogni volta mettere e togliere le ridotte. disperazione, ci si butta appena possibile fuori pista nel tentativo di risparmiare a mezzo ed occupanti lo sfrullamento della pista. Ma non sempre la scelta premia, il fondo a volte frena troppo altre volte nasconde insidie e costringe a sorbirsi alcuni strapazzi da stringere i denti, come quando ci si trova a non poter evitare un dosso e la macchina salta riatterrando pesanemente sull'anteriore. Brutta esperienza.
Arriviamo ad Borij El Khadra al buio completo, distrutti dalle vibrazioni. Pernottiamo lí. Niente rifornimento come previsto, ma ci facciamo un ottimo cuscus e “firmiamo” il muro del locale come consuetudine. Abbiamo visto la dedica di Franz dello scorso anno, quella di Crivelli e non ricordo piú chi altro.all'estremo sud della Tunisia: guardando verso sud a destra c'é l'Algeria, a sinistra la Libia. Siamo contenti di essere in questo strano posto di confine invalicabile: i militari del controllo trattengono i passaporti che ci restituiranno solo al momento della partenza.
Facciamo anche amicizia con due equipaggi italiani su camper Iveco4x4 e furgone Ducato 4x4. Gli raccontiamo la disavventura del nostro amico Flavio (Daily). Uno di loro chiede dettagli: lo aveva visto sul traghetto e... lo aveva riconosciuto come il suo ex-camper, venduto 2 anni prima! Coincidenza pazzesca... Ci dice che il mezzo lo aveva sfruttato molto, percorrendo 350000 km in tutte le condizioni. Poi lo aveva venduto. Il meccanico che aveva preso il mezzo lo ha poi rivenduto al nostro amico abbandonato a Khsar Ghilane per "soli 160000 km"... Il povero Flavio, dopo il primo momento di mancamento, mediterá poi giustamente tremenda vendetta.

giorno: Borij El Khadra-Valle rose-Tiaret-Bir Zar

Dopo aver scattato un po' di foto alla splendida famiglia del proprietario del ristorante, si riparte verso Nord. per la valle delle rose, ne troviamo parecchie come scarti di grossi scavi fatti da qualcuno.primo controllo Teodorico si ritrova con un copertone da buttare: la tela ha ceduto sul battistrada ed il fianco presenta bugne pericolose. strada incontriamo due svizzeri con Mercedes G molto ben equipaggiati: uno dei due veicoli é statoraddirizzato dall'altro dopo un ribaltamento laterale dovuto ad un brutto tratto con accumulo di sabbia. La cosa dá da pensare: in quei passaggi basta una minima distrazione per fare un guaio. Niente di grave, ma credo che ne avrebbero fatto volentieri a meno. Anche noi in certi punti siamo costretti a numeri poco piacevoli: il tôle ondulé mette in risonanza le sospensioni ed a volte il retrotreno tende a sbandare pur andando a meno di 50km/h. Chi dice che su questi fondi bisogna andar forte ha molto piú coraggio o incoscenza di noi. Oppure un mezzo con sospensioni di livello nettamente superiore. di Gino col Toy e di Infiltrato che vediamo piú solo ai posti di controllo militari. Le sospensioni jap sono evidentemente piú conforevoli, da mollaccioni.
Si ripassa da Tiaret e si prosegue dopo rifornimento.
Passiamo per Bir Zar e facciamo campo poco dopo. I militari si raccomandano di far campo sulla sinistra perché a destra si sconfinerebbe subito in Libia.

giorno: Bir Zar-Kambout-Tataouine.

Viaggiamo su piste ancora brutte, con un Tôle ondulé bastardissimo. Poi la strada migliora e si comincia a rivedere tracce di civiltá, qualche impianto indiustriale e qualche paesino. Passiamo a fianco di magnifici canyon.e Licio decidono di lasciarci per evitare le piste di montagna col Terrano in panne. Li rivedremo poi a Tataouine il giorno dopo. il bellissimo Ksar Ouled Debbah, poco prima di Tataouine, dove arriviamo a metá pomeriggio.in albergo super-lusso per scongiurare la rivolta delle donne e prima della cena ci scappa pure una puntatina in paese. Purtroppo niente shopping per le mogli.

giorno: Tataouine-Matmata

Rifornimento, visita a ksar Ouled Soltane e piste di montagna fino a Matmata. Ci infiliamo nel tardo pomeriggio in una pista giá percorsa in moto da Fabio ed Igor e... ci perdiamo sui bricchi. La pista diventa sempre piú indistinguibile, al buio non é il caso di proseguire. Facciamo marcia indietro e troviamo il bivio giusto. Riusciamo a raggiungere Matmata per ora di cena. Ancora albergo e ristorante per le Miss, che di campi ne hanno giá fin sopra ai capelli...

giorno: Matmata-Chenini-Douz-Erg di Sabria

Al mattino litighiamo un po' con l'albergatore che tenta di fregare mia moglie, poi lo convince una signora piú ragionevole. Matmata e ripartiamo verso Douz, che raggiungiamo verso le 11 dopo aver visto da lontano Chenini, assaltata dai turisti con i tour operator. Douz, gita d'obbligo sui dromedari per i bambini, giretto a cavallo e foto con un cucciolo di Fennec. Le bimbe sono finalmente felici, ci voleva. Igor ed io proviamo l'ebrezza della nave del deserto osservando attentamente l'impronta dei pneumatici animali, l'effetto del blocco differenziale dei grossi quattro per quattro “zampe”. a Douz in compagnia di Brahim, la guida che lo scorso anno ci ha accompagnato nelle scuole a consegnare il materiale di BnD, poi ripartiamo per l'ultima giornata nella sabbia, rubata al programma di andata. Verso la valle delle rose dietro a Sabria.
“La prima sabbia non si scorda mai”, dice Igor: l'anno scorso avevamo infatti consumato la prima esperienza su queste dunette. Ed anche il nostro primo flop, per un avar... scusate, per un lieve inconveniente alla pompa gasolio di Teodorico che perdeva. Le Land non hanno avarie, solo perdite di poco conto.

Il percorso ci diverte: siamo rimasti solo noi Inglesi ed un solo catorcio, Infiltrato, il migliore tra i peggiori. Quindi ci lasciamo andare al gioco sulle basse dunette bianche e perdiamo troppo tempo. ci fa anche provare il suo prodigio tecnologico: un bel giocattolone, niente da dire. Ma a noi inglesi piace soffrire e guadagnarci la sabbia con le nostre capacitá. Ci piace anche pensare di essere superiori perché siamo ancora in grado di usare 3 pedali con 2 soli piedi! dimostra subito a se stesso ed agli altri che la tecnologia non basta: parte col Pajero e lo pianta dopo 5 metri con tutto il fondo poggiato e le ruote in twist du una bassa dunetta presa troppo lentamente. Igor scende soddisfatto dal mezzo: ha l'aria di dire: “visto che non é granché stó jap? Si pianta con niente!”. di fare un faló sotto la macchina per toglierci il problema e riscaldare la notte ma Franco preferisce di no. A volte é cosí poco sportivo il ragazzo... Ridiamo e scaviamo per liberare la tecnologica vettura. Ricambio il favore a Franco facendogli provare “i buoni sapori di una volta” su Granpasso, la macchina della nonna.campo nelle bianche sabbie dell'Erg dietro Sabria: notte gelida (-4!).

giorno: Erg Sabria-Gabes-Sfax-Mahdia

Al mattino ci si gela l'acqua mentre viene versata nella caffettiera! troppo tempo perché deviamo troppo ad est.quindi di iniziare le procedure per il rientro lasciando ancora una volta l'itinerario della valle delle rose incompiuto. Cosí abbiamo una scusa per tornare...
Non c'é piú tempo di giocare con la sabbia. Ritorniamo all'asfalto eil rientro passando dal mare. Passiamo da Gabes e Sfax. la strada ho gli occhietti a mandorla del Pajero sempre nello specchietto... Le battute si sprecano: ogni volta che scompare e riappare per soste o sorpassi e lo rivedo comparire ne inventiamo una nuova:
“Mi é semblato di vedere un giuapu...”
“Mi é sembrato di vedele occhi a mandolla...”
“Mi é semblato di vedele un infiltlato...”un hotel troppo lussuoso per i miei gusti a Mahdia.

giorno: Mahdia-Tunisi-...imbarco...

Poco da raccontare. Questa Tunisia non ci piace tanto: é la zona piú occidentalizzata, dove stride la differenza della parte turistica rispetto ai suk ed alle zone popolari. Passiamo da Sousse e puntiamo verso Hammameth. Poi a Tunisi.

l 'Iveco 4x4?

Giá, il camper di Flavio... Abbiamo poi saputo che l'Unimog di soccorso arrivato da Douz non lo ha trainato: sono riusciti a legargli l'ammortizzatore con cinghie e catene (non so come) ed é arrivato alle 2 di notte a Douz dove l'attacco é stato risaldato. Si é peró nuovamente rotto nei pressi di Tataouine dopo un po'di pipeline e risaldato meglio smontando il pezzo. Il recupero a Douz é costato 800 dinari, la prima riparazione 350 e la seconda altro 200. Flavio e Sara hanno dovuto accontentarsi di un giro turistico su strada.

la canessa kira?

É stata un vero tesoro, la mascotte del gruppo. Ha subito adottato il suo gregge e si é fatta apprezzare da tutti che mai gli negavano due coccole. Non sono purtroppo riuscito a spiegarle bene che non doveva dare troppa confidenza agli infiltrati, ma pazienza. tollerava solo l'avvicinamento dei locali, che d'altra parte ne avevano una paura smisurata. Portandola al guinzaglio per strada sembrava di portare a spasso una tigre dalle espressioni e dal fuggi fuggi della gente. Probabilmente i tunisini non sono abituati a cani di taglia grossa: i pochi che ci sono sono della polizia e pare siano nervosetti.'imbarco sulla nave, kira era stata catalogata nel biglietto come “accessorio”... Poveretta, ogni salto sulla Pipeline ed ogni scalino preso male su sabbia si sentiva il cane volare nel baule della macchina... l'unico accessorio che non si poteva legare. Brava kira, hai avuto una pazienza esemplare. Sulle dune peró correva all'impazzata divertendosi almeno quanto ci divertivamo noi con le macchine.


Per i rifornimenti ci eravamo regolatiin modo da avere ciascuno 110 litri di gasolio (circa 1000 km di asfalto di autonomia). Meglio abbondare un po' perché facendo il percorso El Bhorma Borij El Khadra su dune si deve contare sui proprio mezzi fino a ripassare per Tiaret.
Complessivamente da Torino abbiamo fatto 3800 km di viaggio. Almeno la metá tra sabbia e piste. Una bella maratona. Media di 32,7 km/h.
Ne vale la pena, ma occorre affrontare il viaggio attrezzati bene e con mezzi affidabili. Piastre da sabbia obbligatorie, compressore per le gomme, meglio doppia ruota scorta o camere e leve, utile anche una tavola spessa di legno da usare come base per i martinetti (per la sabbia).


Freddo POLARE: i primi giorni vicino a Tamerza temperature mai sopra i 5~7 gradi a mezzogiorno con vento gelido. Poi il tempo é migliorato: di giorno anche 13 o addirittura 16 gradi, di notte alcune gelate da -5! Dune brinate (spettacolare!), air camping pure anche all'interno!

Viaggio fantastico: economicamente, per me, una rovina per via degli alberghi iniziali cui si sono sommati quelli finali imposti dagli altri del gruppo perché (giustamente) non ne potevano piú di freddo e volevano lavarsi.

Avevamo in prestio il telefono satellitare di Franz ma per fortuna non lo abbiamo usato. Psicologicamente aiuta anche quello.

Abbiamo lasciato due scatoloni di vestiti per bambini per BnD a Borij El Khadra, regalato scarpe ad un pastore scalzo,viveri ed acqua ad altripennarelli in una scuola di un paesino dalle parti di Tataouine, lasciato vestiti a bambini a Khsar Ghilane.

per il viaggio

GranPasso era stato attrezzato con:
: snorkel self made, attacchi piastre da sabbia e piastre (in prestito, grazie Ras) gancio traino posteriore alla traversa e jate rings davanti, portataniche (coppia) da portapacchi in alluminio self made, cofano con portaruota e doppia ruota scorta, barre antirollio; : rimozione panchette e rivestimento in gomma passaruota, serbatoio acqua da 50 l con pompa elettrica e tubo esterno, ganci fissaggio carico in alto, gavone in legno, GPS Garmin V, rete porta documenti e carte sulla console.
i campi avevo portato una tenda medio-grande senza interno e Franco un gazebo ad ombrello chiuso ai lati: cucinavamo e mangiavamo tutti all'interno e ci si poteva riscaldare con un fornelletto dotato di piastra radiante (bistecchiera) nella tenda ed una stufetta catalitica a gas nel gazebo. Cosí attrezzati abbiamo patito molto meno freddo dello scorso anno pur avendo temperature piú basse e riuscivamo a mangiare piatti caldi anche in presenza di vento.

fatto delle coperture impermeabili per gli Air Camping: si sono rivelati utili perché evitavano la formazione di brina interna ed isolavano un po' meglio dal vento e dal freddo. In piú la tela della tenda non si bagnava con l'umiditá della notte.
equipaggio aveva portato con se delle scatole di legna da ardere per i faló notturni: abbiamo optato per i tronchetti di truciolato pressato, molto regolari e compatti, che integravamo con quel poco che si riusciva a trovare sul posto.GranPasso, dato che eravamo in 4 piú Kira, oltre al serbatoio avevo una scorta di bottiglie d'acqua: 5 confezioni da 1.5 l x 6 bottiglie alla partenza e viveri per due settimane.
aveva una bombolozza da sub con regolatore di pressione che é stata utile per gonfiare le gomme rapidamente. Non é peró stata sufficiente per tutto il viaggio.


finali
Solo parte di noi aveva già viaggiato insieme, avendo fatto la Tunisia lo scorso anno, ma tutti ci siamo integrati benissimo.grazie a tutto il gruppo che si è comportato bene ed in modo allegro in tutte le situazioni, anche le più difficili.grazie alla mia famiglia che mi ha sempre accompagnato in tutte le mie avventure.Licio, che con tutti i problemi del suo mezzo è riuscito a fare comunque il giro completo.a Gino con le sue intuizioni e la sua esperienza.a Franco per la sua batteria potente sei e rimarrai “no Franco no party”.a Katia, la più piccola che non si è mai lamentata.a Fabio e Igor perché non hanno mai avuto problemi.alle nostre donne che tutto sommato non si sono lamentate poi tantissimo ed in fondo sono già pronte per ripartire.a Kira che ha sempre controllato i nostri campi.





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